Datalogic prima della classe in tema di analisi e valorizzazione dei brevetti: la testimonianza dell’azienda bolognese nel corso di un workshop organizzato dall’Università di Bologna, ha evidenziato il proprio know how e la capacità di anticipare i tempi in questo ambito

Bologna, ottobre 2011 - “Dare valore ai brevetti - Nuove opportunità per la valutazione e la valorizzazione degli asset intangibili”, questo il titolo del workshop organizzato dall’Università di Bologna e tenutosi a fine ottobre con esperti del settore, per discutere di brevetti e della loro quantificazione economica.

L’evento, organizzato nell’ambito del Master in gestione della Proprietà Intellettuale dell’Università di Bologna, ha visto come relatori alcuni tra i maggiori specialisti della materia, tra cui il prof. Federico Munari in rappresentanza dell’Università Felsinea; Gianluca Fiorillo di Invitalia - agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa; Stefano Cocchieri di UniCredit Banca; Beatrice Parenti e Matteo Zanaroli del dipartimento di Intellectual Property di Datalogic S.p.A..

E proprio Datalogic, realtà italiana leader mondiale nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione, ha svolto un ruolo da protagonista in questo workshop, grazie ad una testimonianza che ha raccontato la capacità dell’azienda di aver saputo anticipare i tempi ed essere così un precursore in questo ambito.

Già da tempo, infatti, e molto prima della maggior parte delle aziende italiane, Datalogic ha avviato un percorso di promozione e valorizzazione dei propri asset intangibili, svolgendo in primis un’intensa attività di R&D e poi tutelando i risultati ottenuti con la registrazione dei brevetti (ricordiamo che ne detiene circa 900 in tutto il mondo) e sfruttando economicamente le invenzioni realizzate.

Vale la pena ricordare che da semplice mezzo di protezione, oggi i brevetti possono diventare anche un importante strumento di crescita e autofinanziamento. E’ sufficiente avvalersi dei ricavi derivanti dalle royalty per l’utilizzo di un determinato brevetto, per reinvestirle all’interno dell’azienda, dando vita ad una specie di circolo virtuoso che può finanziare altre innovazioni.

A raccontare il caso Datalogic erano presenti Beatrice Parenti e Matteo Zanaroli che hanno presentato un progetto innovativo, avviato con successo qualche anno fa in collaborazione con l’Università di Bologna, e dedicato ad analizzare qualitativamente e valorizzare economicamente tutti i brevetti di proprietà dell’azienda.

La prima fase del piano di lavoro, svoltasi nel 2010 con il coinvolgimento di diverse aree aziendali delle varie Divisioni del Gruppo, dal Legale & IP, fino all’R&D e marketing/commerciale, si è basata sulla definizione dei criteri oggettivi per la valutazione dei brevetti, nella considerazione che ad oggi non esistono molti casi di studio noti dell’applicazione dei modelli teorici elaborati in questo ambito.

Per quanto riguarda poi la valutazione di tipo qualitativo, (sintetizzando significa di sfruttabilità e utilizzabilità per il business), Datalogic ha analizzato i brevetti da più punti di vista, da quelli tecnici fino a quelli legali e strategici.

Infine nella seconda parte del progetto, ancora in fase di ultimazione, è stato definito un metodo di valutazione quantitativa per l’assegnazione di un valore economico ai brevetti.

Gli obiettivi di questa esperienza – ha spiegato Beatrice Parenti, responsabile IP di Datalogic – sono molteplici. Innanzitutto acquisire consapevolezza di quali siano i brevetti più importanti nel portafoglio di Datalogic e comprenderne il valore economico. In secondo luogo, fare una mappatura delle aree tecnologiche maggiormente presidiate e di quali brevetti sono effettivamente utilizzati nei prodotti. Grazie a questa analisi si possono poi aggiornare i drivers per la strategia di brevettazione come le aree geografiche, ambiti tecnologici su cui investire, ecc e i criteri per il mantenimento o l’abbandono di brevetti e quindi assistere il Management nel prendere decisioni circa l’acquisto, la vendita, il licensing e l’enforcement di brevetti. I risultati di questo progetto sono fondamentali per poter delineare al meglio la strategia futura del Gruppo in materia tecnologico-brevettuale e per consentire a Datalogic di rafforzare la propria posizione di leadership nei mercati di riferimento”.