Il Fondatore, Presidente e Amministratore Delegato, Romano Volta, racconta i primi 40 anni di Datalogic

Intervista con Rick Morgan di SCAN: The Data CAPTURE Report

12 aprile 2013 - Al traguardo dei primi 40 anni di Datalogic, abbiamo avuto il piacere di intervistare il suo fondatore, il Dottor Romano Volta, un pioniere della tecnologia AIDC che ha sviluppato diverse tecnologie chiave ed ha costruito un impero mondiale. Recentemente, a seguito delle dimissioni di Mauro Sacchetto, l’ex Amministratore Delegato, Romano Volta è ritornato a ricoprire la posizione di Presidente e Amministratore Delegato di Datalogic. In questo articolo raccontiamo la vita dell’Ingegner Volta, le sue motivazioni, le sue ambizioni e la sua personale visione del futuro di Datalogic.

SCAN/DCR: Dottor Volta, è un onore avere l’opportunità di scrivere della sua vita. Come prima cosa, vorremmo che lei ci descrivesse brevemente la sua gioventù, quali sono stati i suoi interessi e quali sfide ha dovuto affrontare.

Volta: Per carattere e temperamento ho sempre voluto a tutti i costi cimentarmi in qualcosa di difficile e comunque non usuale e questa mia attitudine ritengo sia stata la miscela propulsiva che mi ha spinto a fare l’imprenditore. Di origini modeste e con eccezionali risultati scolastici, avevo creato in seno alla mia famiglia un’aspettativa assai superiore alla norma. Capii che si aspettavano da me qualcosa di straordinario nella vita, così come avevo dimostrato nella mia carriera scolastica. L’energia e la determinazione, poi, erano quelle tipiche degli inizi per una nuova attività dai contorni e dagli esiti imprecisati. Si sa quando si è giovani, non avendo nulla da perdere, si è sempre pronti a buttare il cuore oltre l’ostacolo, senza paura.

SCAN/DCR: Potrebbe condividere con i nostri lettori come approdò al mondo dell’AIDC?

Volta: Bologna è il cuore di ciò che viene definito “Packaging Valley”. Qui abbiamo la più alta concentrazione di aziende che producono macchine automatiche per imballaggi: un prodotto su tre  venduto in tutto il mondo – dall’alimentare al farmaceutico, dalla cosmesi al tabacco – è confezionato dalle macchine made in Bologna. Nei primi anni ’70, le macchine non erano automatizzate, ma i costruttori capirono presto che per migliorarne l’efficienza, la velocità e la qualità occorreva dotarle di controlli ottici elettronici in grado di verificare, ad esempio, la centratura della marca sopra l’incarto, il posizionamento della stampa, la presenza della compressa nel blister e così via.

La mia occasione arrivò quando alcuni di questi imprenditori chiesero al professor Giuseppe Evangelisti dell’Università di Bologna, del quale allora io ero giovane assistente, di sviluppare questi controlli ottici elettronici. Senza esitare il professor Evangelisti affidò a me questo incarico e iniziai così a sviluppare, in un piccolo laboratorio con l’aiuto di un tecnico, un primo apparato, il “color mark reader”, che è ancora oggi installato su tutte le macchine di confezionamento.  Eravamo ancora nell’era della meccanica e la possibilità da parte mia, non solo di fornire l’apparecchio di controllo, ma anche di connetterlo elettronicamente alla macchina fino ad ottenere una soluzione completa, mi fece acquisire rapidamente grande notorietà nel settore.  

Il risultato fu la nascita della società Datalogic Optic Electronics che aveva la capacità di coniugare l’ ottica con l’elaborazione elettronica per fornire a questi macchinari prestazioni di velocità e precisione straordinarie per l’epoca. Qualche anno dopo, quando si materializzò il progetto della codifica di tutti i prodotti di largo consumo mediante il codice a barre, trovai spontaneo e naturale avviare lo sviluppo e la produzione di lettori ottici dedicati, i cosiddetti “bar code readers”–  e quindi cominciò per Datalogic l’avventura nel mercato dell’acquisizione automatica dei dati e dell’automazione industriale.

SCAN/DCR: Come è stata la fase di start up della sua impresa, è stato aiutato in questo percorso?

Volta: Come ho già accennato in precedenza, il progetto di questi lettori ottici fu seguito con grande interesse dagli imprenditori che avevo conosciuto attraverso l’Università di Bologna. Una volta raggiunto la fase di sviluppo dei lettori di codici a barre abbandonai definitivamente la carica di assistente all’Università per dedicarmi totalmente all’iniziativa imprenditoriale, trasferendo anche l’attività dal piccolo laboratorio iniziale a una vera e propria fabbrica, ancorché piccola, con sede a Lippo di Calderara, vicino all’aeroporto di Bologna.   

SCAN/DCR: Quali sono i brevetti sui quali ha lavorato personalmente?

Volta: In effetti Datalogic ha un invidiabile portafoglio brevetti. Solamente nel 2012 abbiamo investito 32 milioni di Euro in Ricerca e Sviluppo e attualmente deteniamo più di 1000 brevetti depositati in tutto il mondo. Forse ho personalmente contribuito all’ottenimento di alcuni di questi, ma quello di cui più vado fiero è il “brevetto” rappresentato da Datalogic nel suo complesso!

SCAN/DCR: Lei non è solamente il pioniere di questa tecnologia ma anche l’imprenditore che l’ha diffusa in Europa e nel resto del mondo. Perché ha ritenuto che questa strategia fosse così importante?

Volta: L’internazionalizzazione, che oggi tutti proclamano come una condizione indispensabile per la sopravvivenza delle imprese, per Datalogic è stata un obbligo e sin dall’inizio la ragione stessa per la crescita. In quegli anni, l’Italia non aveva una presenza significativa all’interno del mondo delle tecnologie avanzate. Quindi per trovare uno sbocco ai miei prodotti fui obbligato a rivolgermi ai mercati esteri,  Germania prima, poi Giappone e Stati Uniti. Quello che fu un obbligo iniziale per la sopravvivenza divenne poi ed è ancora di più oggi, un vantaggio competitivo straordinario per il successo di Datalogic. Io credo che questo dimostri quanto siano comuni nel nostro mercato, a livello mondiale, sia le esigenze dei settori verticali che delle applicazioni. Da un punto di vista puramente tecnologico, colgo l’occasione per ricordare che il 3 Aprile 2013 il codice a barre ha celebrato i suoi primi 40 anni di successi, in gran parte dovuti agli sforzi pioneristici di aziende come Datalogic. Già negli anni ‘80 ci siamo distinti quale leader europeo per le applicazioni industriali. Oltre ad aver creato il primo scanner industriale nel 1978, siamo stati i primi ad aver realizzato gli scanner per gli aeroporti grazie all’installazione completata nel 1984 all’aeroporto di Linate a Milano. Infine, nel 2005 con l’acquisizione di PSC, abbiamo riaffermato il nostro status di pionieri nel settore dei lettori di codici a barre. Il 26 Giugno del 1974 per la prima volta al mondo venne letto il codice a barre su una confezione di Wrigley Juicy Fruit in un negozio Marsh a Troy, Ohio, grazie al  primo scanner da banco del mondo, il modello A. L’azienda che creò il primo caratteristico “beep”, il suono riconosciuto in tutto il mondo come la lettura del codice a barre, era la Spectra-Physics, successivamente acquisita da PSC. Fu questo primo “beep” che portò il nostro Gruppo all’avanguardia nel settore dell’acquisizione automatica dei dati e a diventare leader di mercato.

La vocazione internazionale di Datalogic si è manifestata in tantissimi progetti, non ultimo l’importante “World Class Operations” per la gestione a livello globale della Supply Chain, che ha portato alla realizzazione di uno stabilimento a Ho Chi Minh City in Vietnam, dove oggi sono impiegati oltre 600 dipendenti nel cuore del mercato asiatico e destinato a servire quell’immenso territorio che presenta peculiarità e caratteristiche diverse da quelle del mercato occidentale. Oggi la distribuzione geografica di Datalogic in tutti i paesi industrializzati e il continuo interscambio delle risorse tra i paesi stessi rappresentano un grande punto di forza per il nostro ecosistema multietnico e multiculturale e anche per il mercato nel suo complesso, le cui sfide si giocano sempre più su scala globale.

SCAN/DCR: Datalogic si è specializzata in tante diverse tecnologie – laser, imaging, personal shopping, smistamento, wireless mobile computing, sistemi di visione, ecc. - La società ha acquisito molti degli altri player che sono stati pionieri nel mercato – Spectra Physics, PSC, Accu-Sort, solamente per citare alcuni dei più illustri. La diversificazione tecnologica è sempre stato un obiettivo di Datalogic? E quanto è stato difficile integrare queste società? Sappiamo che il successo nelle acquisizioni è uno dei grandi punti di forza di Datalogic.

Volta: L’acquisizione di PSC ha rappresentato per Datalogic una svolta fondamentale nella nostra strategia. Le applicazioni del codice a barre hanno l’epicentro innovativo negli Stati Uniti. Non essere direttamente presenti in quel paese con un’organizzazione completa di marketing, ricerca, produzione e vendita significa essere fuori dal centro vitale dove pulsa l’innovazione del nostro settore. Significa, in definitiva, correre il rischio di arrivare sempre in ritardo e col tempo, di venire spinti ai margini del mercato. Ho inseguito l’opportunità di acquisire PSC per anni con la tenacia e la perseveranza per le quali sono riconosciuto e così, grazie anche a un team di manager molto capaci, siamo finalmente riusciti ad acquisirla nel 2005, conquistando la posizione di numero uno nel mercato retail. Questa operazione ha abbattuto definitivamente anche le barriere culturali tra noi e il mondo americano. Ha aperto la strada a tanti italiani di Datalogic negli Stati Uniti e viceversa, favorendo in maniera significativa quella integrazione culturale tra la sede e gli altri paesi, tipica di una vera realtà internazionale. Il successo di quest’acquisizione ha evidenziato la capacità, insita nel DNA di Datalogic, di perseguire la crescita non solo organica, ma anche per linee esterne, come dimostrano anche le recenti acquisizioni delle americane Accu-Sort Systems e PPT Vision. Infatti con l’acquisizione di Accu-Sort Systems abbiamo raddoppiato la nostra presenza nel mercato dell’automazione industriale, portando Datalogic a un’indiscussa leadership nel settore dei lettori di codici a barre industriali, con una quota di mercato del 33%.

SCAN/DCR: Adesso che lei è tornato a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato, quali sono i suoi progetti? Ricoprirà questa posizione ad interim? Come si vede in questo suo nuovo ruolo?

Volta: La mia visione del futuro rimane la stessa, crescere e innovare secondo la migliore tradizione di Datalogic. Ma la cosa più importante è che questa visione è condivisa anche dai nostri 2.400 dipendenti in tutto il mondo. Siamo un team globale, motivato, impegnato, creativo e determinato all’interno del quale il mio ruolo è quello di garantire il funzionamento della “macchina”. Sto ricoprendo la posizione attuale di Presidente e Amministratore Delegato  ad interim e in questo periodo concentrerò tutti i miei sforzi per capire dove ci troviamo oggi al fine di valutare il giusto profilo di un  nuovo amministratore delegato, al quale potrò ancora una volta passare le redini. L’enfasi strategica è e sarà dedicata all’innovazione continua e agli investimenti in tecnologia. La nostra attenzione è rivolta allo sviluppo tecnologico e a creare prodotti innovativi che soddisfino le esigenze dei clienti  anticipando i bisogni futuri del mercato, attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e lo sviluppo dei mercati emergenti.

Per quanto riguarda i clienti, ci ritroviamo a competere sul mercato con concorrenti come Motorola e Honeywell, e ritengo che questo posizionamento sia ottimale, infatti Datalogic oggi è Top of Mind tutte le volte in cui i clienti pensano all’offerta del nostro mercato. I nostri clienti sanno che da oltre 40 anni Datalogic è “l’azienda del codice a barre” e il codice a barre è la sua identità.

Cito infine, ma non per questo è meno importante, la nostra strategia per il coinvolgimento delle persone che si traduce nel  continuare a investire nelle risorse umane e garantire che vengano assicurati alti livelli di motivazione. Lo faremo, come sempre, attraverso una gestione puntuale delle prestazioni, concentrando la nostra attenzione sullo sviluppo professionale di tutti i nostri dipendenti.

SCAN/DCR: In un recente comunicato stampa, il Consiglio di Amministrazione di Datalogic ha dichiarato: “le ragioni che hanno determinato la cessazione della collaborazione tra il Gruppo ed il dott. Mauro Sacchetto sono dettate da una diversa visione sulle priorità strategiche del Gruppo e sulle sue modalità di crescita”. Senza voler approfondire la visione del Dott. Sacchetto, può dirci quali saranno le vostre priorità strategiche e come vede lo sviluppo del Gruppo?

Volta: Io credo che l’aver trasformato Datalogic da una tipica azienda padronale in un’azienda con un team di manager e una struttura di governance organizzata sia il mio merito maggiore. Ho imparato molte cose da allora e credo di avere tutte le competenze per guidare Datalogic. Tuttavia la definizione degli obiettivi strategici non è il lavoro per una sola persona. La dedizione e l’impegno di tutti coloro con i quali abbiamo collaborato nel corso degli anni si è rivelata inestimabile e continua ad aiutarci a guardare oltre, verso futuri orizzonti. Inoltre, il continuo sostegno ed incoraggiamento da parte dei nostri clienti, partner e fornitori sono fondamentali per definire gli obiettivi e importanti per capire dove siamo arrivati e dove vogliamo andare. La priorità è quella di allineare tutte le strategie aziendali per garantire l’eccellenza del prodotto, l’attenzione verso il cliente e il coinvolgimento delle nostre persone.

SCAN/DCR: Come vede Datalogic fra 10 anni?

Volta: Credo in quello che faccio, faccio quello in cui credo con lo stesso entusiasmo e le stesse motivazioni dei primi tempi. Durante i primi 40 anni della nostra storia, celebrati nel 2012, Datalogic ha visto una significativa crescita anno dopo anno. Questo è stato possibile grazie al consolidamento di mercati esistenti, all’espansione nei mercati emergenti, agli interventi per garantire l’efficienza, agli investimenti nell’innovazione di prodotto e nella ricerca e sviluppo. Abbiamo il grande vantaggio competitivo di essere gli unici specializzati nel servire entrambi i mercati dell’automazione industriale e dell’acquisizione automatica dei dati. Questa è una delle nostre caratteristiche distintive, la nostra capacità di offrire la più ampia gamma di prodotti, soluzioni e tecnologie per entrambi i settori. Per quanto riguarda il futuro, per i prossimi due anni, nel settore dell’ acquisizione automatica dei dati, vediamo ottime potenzialità di crescita nei mercati emergenti. Se parliamo dei prossimi 5 anni, vedo una crescita maggiore nel settore dell’automazione industriale grazie alle maggiori opportunità e prospettive per il futuro con un  potenziale di penetrazione del 45% a livello del mercato globale, e a livello geografico del 33% in Nord America, EMEA e nei paesi emergenti.

SCAN/DCR: Desidera esprimere un commento a chiusura?

Volta: Vorrei riconfermare quanto condiviso con tutti i nostri dipendenti in occasione del 40° anniversario di Datalogic. Dopo 40 anni sono immensamente orgoglioso di tutto quello che abbiamo realizzato insieme. Tutte le persone che collaborano con Datalogic, dal personale ai partner, dai fornitori ai clienti, sono i protagonisti di un mondo in movimento, che cambia e si evolve continuamente. Questo è il nostro futuro e insieme inizieremo un nuovo viaggio verso altre innovazioni e nuovi progressi tecnologici, affronteremo nuove sfide, raggiungeremo nuovi traguardi e penso al successo, uguale se non maggiore, che riusciremo a ottenere nei prossimi 40 anni.

Commenti: in questi anni, abbiamo avuto l’onore di intervistare molti visionari/pionieri che hanno creato e determinato la storia del nostro mercato,  come il Dr. Jerome Swartz, co-fondatore di Symbol, Al Wurz, fondatore di Accu-Sort Systems, C. Harry Knowles, fondatore di Metrologic, Mike Hone, ex  CEO di PSC, Ed Kaplan, fondatore di Zebra, Frank Brick, ex CEO di Telxon e molti altri. Il Dott.  Romano Volta è stato per lungo tempo un leader di riferimento nel settore dell’AIDC, e siamo molto contenti di aver potuto raccontare i punti salienti della vita di questo protagonista. Molte delle persone sopra nominate hanno lasciato la nostra industria, alcuni per perseguire altri interessi scientifici, altri per mettere a disposizione di fondazioni benefiche il loro sapere e la loro agiatezza. L’ingegner Volta rimane uno degli ultimi imprenditori che hanno costruito il nostro mercato. Ma continua a mostrare al mondo che i giorni della sua leadership non sono solo una realtà  del passato.