Il punto di vendita è fondamentale per il processo decisionale d’acquisto

Joya, il touch point di Datalogic, influenza e facilita l’acquisto finale

Lo scenario è quello classico: il cliente entra nel negozio con un'idea più o meno precisa di cosa dovrà comprare, basata essenzialmente su una scelta di marche/prodotti che ogni persona si forma in via preliminare attraverso punti di contatto, altrimenti definibili come forme/canali di comunicazione, quali pubblicità, conversazioni in famiglia e con amici, come pure esperienze personali sui prodotti. 


Inizia così una selezione che riguarda la tipologia di prodotto e, conseguentemente, la scelta della marca, fino ad arrivare all'acquisto finale.


L'acquisto è il punto d'arrivo del processo di selezione che ha portato il consumatore a una graduale restrizione del campo di scelta, ridottosi progressivamente al dettaglio ultimo: la marca/le marche effettivamente acquistate.

 

Il marketing ha sempre cercato di intervenire su questi punti di contatto in ogni passaggio del simbolico imbuto per spingere il più possibile il potenziale acquirente su determinati marchi, al fine di influenzarne il comportamento e predisporlo all'acquisto finale.

 

"La fase della suggestione che arriva dall'esterno è importante: messaggi pubblicitari, conversazioni e confronti con amici e familiari; input che convogliano la scelta verso una direzione piuttosto che un'altra - afferma Luigi Frison, marketing manager di Datalogic Mobile EBS - Ma il consumatore moderno non è più condizionabile, ma piuttosto deve essere personalmente coinvolto in maniera attiva nel percorso di acquisto".

 

Cambio di prospettiva dunque: non è più il messaggio generico che arriva alla massa indirizzando le scelte, ma si tratta invece di un intervento comunicativo mirato che procede, in primo luogo, dall'analisi dei consumi, dei consumatori e dei criteri con cui quest'ultimi effettuano le scelte.

 

"Una delle conseguenze naturali di questo nuovo scenario - continua Frison - è la maggior permanenza del cliente all'interno del punto vendita dove assumono importanza strategica le innovative formule di merchandising, packaging, posizionamento logistico della merce, nonché tutti gli altri fattori che incidono nella scelta.

 

In questo senso, Joya è il touch point fondamentale con il cliente quando sta facendo la spesa. Joya, non consente solo di fare self scanning, ma introduce anche un vero e proprio rapporto di stretta comunicazione tra retailer e consumer in tempo reale. "Joya diventa infatti un consulente personale capace di suggerire ad ogni cliente il prodotto migliore in base al suo background commerciale - prosegue Frison - indicandogli le offerte del momento e tenendolo aggiornato sul valore della spesa. Con tale strumento, dunque, è possibile interagire sia in un'ottica di comunicazione collettiva, sia in un rapporto one to one, offrendo i giusti input per gli acquisti e aumentando la fidelizzazione".

 

Investendo nella dinamicità e nell'immediatezza - conclude Frison - il consumatore che utilizza Joya è coinvolto in una sorta di "shopping game" che desidera riscoprire volta per volta, un gioco in cui il premio finale non consiste più nell'oggetto dell'acquisto in sè e per sé, ma piuttosto nel modo più coinvolgente, divertente e consapevole in cui l'acquisto stesso viene fatto".